Mario 的个人资料Lo spazio di un comunist...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


9月30日

Contro il blocco degli USA a Cuba!

Il prossimo 29 ottobre 2008 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sarà di nuovo chiamata a votare sul blocco  economico, commerciale e finanziario imposto, ormai da quasi cinquant'anni, dagli Stati Uniti a Cuba.
Questa pratica illegale - già condannata dall’ONU ripetutamente dal 1992 per sedici volte consecutive, l'ultima volta con 184 voti a favore della sua eliminazione, 4 contro e 1 astenuto - ha causato danni al popolo cubano per circa 93.000 milioni di dollari (224.600 milioni al valore attuale).
Contro questa enorme violazione del diritto internazionale si sono pronunziati migliaia di organizzazioni, sindacati e partiti politici di tutto il mondo. Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita a Cuba nel 1998 lo ha definito "inumano".
Chiediamo l'adesione a questo appello a organizzazioni sociali, partiti politici, sindacati, personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, dello sport, affinché il Governo italiano promuova in ambito internazionale un'efficace azione politica per il rispetto delle risoluzioni sul blocco dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Sergio Marinoni - Presidente Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

 

Primi sottoscrittori:

Dario Fo - Premio Nobel Letteratura

Bianca Pitzorno - scrittrice

Margherita Hack - astrofisica

Piergiorgio Odifreddi - matematico

Francesco Polcaro - astronomo

Agostino Vignato - astronomo

Alessandro Portelli – docente

Oliviero Diliberto - segretario PdCI

Paolo Ferrero - segretario PRC

Don Andrea Gallo – sacerdote

Don Vitaliano Della Sala - sacerdote

Padre Massimo Nevola - sacerdote

Maurizio Musolino - giornalista

Mario Monicelli - regista

Antonio Cederna - attore

Lella Costa - attrice

Moni Ovadia - attore

Ottavia Piccolo - attrice

Gigi Proietti - attore

Franca Rame - attrice

Red Ronnie - artista

Eugenio Finardi - cantante

Enrico Capuano - musicista

Dunia Molina – musicista

 

Per aderire: noalbloqueo@italia-cuba.it

9月20日

10 anni dopo...

20 settembre 1998 - 20 settembre 2008...sono 10 anni che non ci 6 più e mi manchi, caro zio Oriano...

9月15日

La linea politica da tenere...

MANIFESTARE CONTRO BERLUSCONI, SEMPRE! MA ALTERNATIVI AL PD, ANCHE!

di Marco Rizzo

Così come stava nei piani della P2, il sistema politico italiano, totalmente condizionato dai poteri forti finanziari ed economici (come dimostra l’incredibile caso del sindaco di Torino Chiamparino, beccato a farsi “dettare” il programma dalla Presidenza della Banca Intesa-San Paolo), è approdato ad una sorta di democrazia plebiscitaria, di cui il berlusconismo altro non è che la sintesi, in forma più netta, delle politiche riformiste-liberiste degli ultimi vent’anni, in cui i governi del centrodestra e del centrosinistra si sono sì alternati, ma con una direzione di marcia in complesso sempre contraria agli interessi della più larga e maggioritaria parte del popolo.
Questo percorso si è compiuto mentre la sinistra italiana ha reciso definitivamente il suo ormai logoro radicamento sociale sull’altare di una difesa di status per un ceto politico che ha speso nel pessimo Arcobaleno le sue mediocri credenziali.
Oggi servono parole chiare e senza infingimenti, anche perché la situazione è così grave da non ammettere repliche. Berlusconi ha vinto e vince perché si muove in un mondo politico dove non solo non esiste un’alternativa, ma addirittura non si vede neanche una opposizione. Le contraddizioni, dal lavoro alla scuola, passando dalla restrizione dei diritti all’Alitalia, sono evidenti ma stentano a correlarsi fra loro.
Per questo occorre rifondare un punto di vista realmente alternativo, che sia percepito come tale dalle masse anche nell’articolazione delle lotte.
Berlusconi va duramente contrastato, ma è il contesto in cui opera che va battuto, e qui non possiamo non indicare nel Partito Democratico il “complice” di questa situazione.
E’ evidente che il PD non fa opposizione. Non la fa perché per anni (prima come DS e Margherita) ha incentivato la passività del mondo del lavoro e del movimento sindacale, così come non la fa oggi sul federalismo, sull’attacco alla magistratura, sul sentimento fascista e xenofobo che viene dal governo tanto quanto da alcune misure degli stessi sindaci di centrosinistra delle più importanti città italiane.
Il PD non fa opposizione perché non può farla, in quanto i suoi veri e strategici riferimenti economici e sociali sono in contatto col governo, anzi “collaborano” col governo. E questo avviene ed avverrà indipendentemente se resta Veltroni o arriva D’Alema o Bersani, perché il PD è il punto d’arrivo “finale” di una concezione ed elaborazione della politica e non il frutto estemporaneo delle velleità di qualche dirigente rampante.
Combattere Berlusconi quindi, manifestare contro ma, al contempo, chiarire la totale alternatività al PD. Solo in questo modo si potrà cominciare a porre la questione di una forza organizzata (comunista ed anticapitalista) che sappia stare in raccordo stretto con un movimento di massa e sindacale; condizioni imprescindibili per la ricostruzione unitaria di un conflitto realmente efficace.
In tal senso credo che la manifestazione dell’11 ottobre abbia una piattaforma debole, perché non entra appunto nel merito dell’alternativa, che  è anche l’alternatività alle politiche del PD. Bisogna lavorare affinché questo punto diventi lo snodo fondamentale su cui e da cui far riuscire davvero la manifestazione. Questo vale non solo per le questioni politiche, ma anche per quelle sindacali. Ad esempio, se la CGIL (come purtroppo potrebbe avvenire) firmerà l’accordo con Confindustria, quella manifestazione dovrà pronunciarsi apertamente sulla vicenda (con una netta contrarietà, a mio modesto parere), altrimenti prevarrà la logica di un nuovo Arcobaleno, rappresentata peraltro fisicamente da una parte dei promotori della manifestazione stessa.
Serve dare infine il massimo contributo per la riuscita dello sciopero generale del 17 ottobre promosso dal sindacalismo di base, in quanto unica e importante giornata di lotta che, partendo dai luoghi di lavoro, organizza lo sciopero politico e sociale contro il governo.
Serve nettezza e irriducibilità nella scelta comunista e di classe, ma anche grande pazienza nel cementare la fiducia per una nuova opposizione duratura. Dipende da ognuno di noi.