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5月31日
Era una piovosa domenica di fine primavera a Bologna, 10 anni fa. Andava in scena il quinto episodio di una saga stupenda e incredibile per il basket bolognese, la quinta e decisiva partita della finale scudetto tra la Virtus e la Fortitudo, le 2 grandi rivali cittadine. Per la prima volta 2 squadre della stessa città arrivavano in finale: i primi 4 appuntamenti non avevano tradito le attese. 4 partite, 4 vittorie esterne, 4 partite finite in volata:
GARA1, Virtus - Fortitudo 80-81 GARA2, Fortitudo - Virtus 76-78 GARA3, Virtus - Fortitudo 69-76 GARA4, Fortitudo - Virtus 57-59 (e la festa dei fortitudini già pronta rovinata :D )
La quinta partita è di un'intensità pazzesca, a 6 minuti dalla fine la Fortitudo è avanti di 11 punti, 66-55. La Virtus reagisce con le ultime energie rimaste, arriva fino a -1, 67-68, a 1'50" dalla fine...ma la Fortitudo reagisce e arriva agli ultimi 40" avanti di 3 punti, 68-71: la Virtus tira 3 volte da 3 punti per pareggiare, ma sono 3 errori: il rimbalzo di Gregor Fucka della Fortitudo, col fallo subito da Augusto Binelli della Virtus, porta il giocatore fortitudino in lunetta per 2 liberi, dopo il timeout chiesto dalla Virtus. E' praticamente fatta, la Fortitudo è ad un passo dal suo primo scudetto, vinto contro i rivali di una vita: il passo è ancora più corto quando Fucka segna il primo tiro libero, mettendo 4 punti tra le 2 squadre: 68-72. A questo punto la Virtus è sull'orlo del baratro, Fucka però sbaglia il secondo tiro libero e il rimbalzo lo cattura Alessandro Abbio della Virtus: uno, due, tre, quattro, cinque palleggi, il pubblico che urla "tira, tira!", Abbio passa la palla e va a bloccare per Predrag "Sasha" Danilovic, il leader serbo della Virtus, l'uomo che sta giocando con un tendine della caviglia rotto. Sasha è marcato da Dominique Wilkins, riceve palla, fa un palleggio, si arresta, tira da 7 metri e mezzo buttandosi indietro, Wilkins lo sfiora con la mano e commette fallo...la parabola del tiro è una perfetta frustata che squarcia la retina del canestro fortitudino: CANESTRO DA 3 PUNTI E TIRO LIBERO AGGIUNTIVO, la possibilità incredibile di pareggiare la partita a 18" dalla fine. Sasha è spietato, segna anche il tiro libero e pareggia a quota 72. Nonostante l'eroismo del magico killer serbo la Fortitudo ha la possibilità di tirare per vincere: ma David Rivers, l'uomo - computer, impazzisce e si palleggia su un piede dopo un'assurda volata a tutto campo...palla persa! L'ultima azione della Virtus non sortisce effetti, si va al supplementare: ma ormai la mazzata psicologica per la Fortitudo è troppo forte, la Virtus domina e Sasha completa l'opera piantando i chiodi nella bara della Fortitudo: finisce 86-77 per la Virtus, è il 14° scudetto per la grande Vu nera, i fortitudini ancora oggi piangono. Sono passati 10 anni oggi, penso che non vedrò mai più in vita mia una cosa così....GRAZIE SASHA!

SASHA DANILOVIC, PER SEMPRE MIO MITO ASSOLUTO...GRAZIE! 5月30日
Il Comitato Federale del PdCI di Bologna, riunitosi in data 29 maggio, ha deciso a maggioranza assoluta, dopo un'ampia ed articolata discussione, che sono venute meno le ragioni di prosecuzione dell'esperienza nella giunta Cofferati. La decisione è stata assunta col rammarico proprio di una forza politica abituata a portare a termine gli impegni assunti, ma con la determinazione necessaria in un momento politico delicato sia a livello nazionale che locale, dove le scelte della giunta di centro-sinistra hanno tradito l'originario spirito di coalizione. Questa sofferta decisione trova, sinteticamente, il suo principale motivo nell'accentuazione operata dalla giunta, dopo la vittoria della destra, dei caratteri più repressivi e regressivi sul piano sociale, che pure ci vedevano già sofferenti per la declinazione autoreferenziale del programma di mandato, a suo tempo condiviso. Il Sindaco di Bologna ha ripetutamente ostentato la propria volontà di autosufficienza che di fatto si configura come una vera e propria chiusura nei confronti di tutte le forze di sinistra e dei settori della società da esse rappresentate. Il PdCI è sin da ora disponibile alla riapertura del dialogo ed in tale ottica auspica un radicale mutamento che determini un confronto leale e paritetico tra le forze di centro e di sinistra per la costruzione di politiche veramente attente alle reali esigenze per una Bologna che deve cambiare. 5月21日
Campi nomadi sgomberati, negozianti-vigilantes, ronde nelle strade e ora anche spray urticanti al peperoncino e manganelli ai vigili. Se ci ricordavamo della Bologna di una nota canzone in cui «non si perde nemmeno un bambino» ora ci troviamo davanti alla “Bologna sicura” del sindaco Cofferati che, come ultima trovata, ha pensato di equipaggiare i vigili urbani con spray e manganelli che non vengono considerati armi ma certo fanno male lo stesso. Vigili-sceriffi e ronde continue dovrebbero far sentire i cittadini più sicuri? Non si rischia piuttosto un clima da Stato di polizia all'ombra della Torre degli Asinelli? Se si ricorre ad armamentari vari e pattuglie non si rischia che ognuno pensi opportuno “proteggersi” e farsi giustizia da sé perdendo di vista il ruolo delle istituzioni? La legittimazione della violenza crea altra violenza, la psicosi della sicurezza crea in realtà insicurezza, perché ognuno corre il rischio di incappare in un manganello. Un clima di paura genera la paura dell'altro, una divisa da “giustiziere della notte” veste il fanatismo. Il controllo mina la libertà, ed ecco che allora a Bologna si vietano anche piercing e tatuaggi agli under 14. Una Bologna blindata cancella la Bologna vitale e colorata, degli studenti e dei punk, dei cantautori e degli artisti di strada, della multietnica Piazza Maggiore, la Bologna rossa che ora sembra dimenticare la tolleranza, l'uguaglianza, la solidarietà. 5月13日
IL COMITATO CENTRALE DEL PDCI (articolo tratto dal blog di Marco Rizzo www.marcorizzo.eu )
Nella relazione, parlando del documento congressuale, il segretario Diliberto ne ha proposto l’inemendabilità. Durante il corso del dibattito questa impostazione ha ricevuto consensi ma anche numerose contrarietà, essendo a questo punto il terzo congresso in cui si presenterebbero alla discussione documenti “bloccati”. Per evitare una spaccatura su questo punto Diliberto ha accettato di spostare questa scelta alla prossima riunione del Comitato Centrale in cui verrà presentato il documento congressuale ed in cui si deciderà appunto su emendamenti o eventuali documenti alternativi. Di seguito, l’intervento e la dichiarazione di voto di Marco Rizzo: Ricordate quante volte si è detto “bisogna far così perchè sennò arriva Berlusconi”, “dobbiamo accettare queste scelte del governo Prodi altrimenti vince di nuovo Berlusconi”. Con questa linea del “meno peggio” alla fine Berlusconi è arrivato e ha stravinto! Inoltre mentre Berlusconi non si era ancora neanche seduto sulla poltrona di Palazzo Chigi già la Cgil accettava la cancellazione della contratto nazionale! Ora che la “nave” della sinistra è stata portata al naufragio, stiamo cercando di ricostruire una “zattera”. Per riuscire a farle prendere il mare credo bisogna fare una vera analisi su cosa è successo in questi ultimi vent’anni in cui si è tentato di tenere aperta la “questione comunista” in una dinamica (rivelatasi poi inadeguata e compromissoria) nei confronti dei governi di centrosinistra, in particolar modo con quello di Prodi… Non sono d’accordo col compagno Diliberto quando, nella scorsa riunione di direzione, ha evidenziato che l’Arcobaleno era “l’unica scelta possibile”. Certo, a pochi giorni dalla presentazione delle liste, sarebbe stato molto difficile ottenere un qualche risultato con la sola “falce e martello”, ma altra cosa sarebbe stata se, ad esempio, durante la vicenda dell’Afghanistan, del TFR o delle pensioni e del welfare, avessimo “sfilato” la nostra compagine dal governo. Lì la nostra “base sociale” avrebbe capito. Invece si è finito per scegliere di applaudire Mastella e, per non fare polemica non dico nomi, ancora dirigenti del nostro partito lo hanno definito “uomo di stato con alto senso delle istituzioni”. Poi Mastella se n’è andato e tutto quel “castello di carte” è crollato mentre la nostra gente ci voltava, non proprio a torto, le spalle. Ora serve un congresso vero, aperto alla discussione. In tal senso sarebbe un profondo errore presentare un documento “blindato” senza la possibilità di emendamenti. Nel caso fosse invece così, il gruppo dirigente del partito si assumerebbe l’alto e arduo impegno di un documento davvero unitario che sappia, ad esempio, puntualizzare la nostra totale alternatività al partito Democratico e sappia avere come linea strategica la costituente dei comunisti, la cui percezione all’esterno potrà verificarsi appieno solo evitando, ad esempio, di fare gruppi dirigenti classicamente definiti e definitivi (segreteria, direzione, comitato centrale, ecc.), ma invece gruppi di direzione nazionali e locali “transitori” per chiarire, senza incertezze, la disponibilità a costruire assieme a tutte le comuniste ed i comunisti, ovunque collocati, un nuovo partito, condizione anch’essa indispensabile per ricostruire in Italia una sinistra anticapitalista.
Dichiarazione di voto:
Voto favorevolmente e con soddisfazione la proposta del segretario Diliberto di rinviare le modalità del documento congressuale (inemendabilità o meno, documento unico o alternativi) al prossimo comitato centrale quando lo stesso verrò presentato, anche perchè le questioni procedurali e organizzative sono le questioni della politica e della democrazia della politica. Sono inoltre positavamente colpito dalla discussione che Diliberto ha aperto nelle sue conclusioni sulla futura forma partito, anche in merito al “centralismo democratico” per verificare le questioni spesso citate di eventuali tendenze od anche di possibili “frazionismi di maggioranza”.
SULLA QUESTIONE DI MARCO TRAVAGLIO
RAI: TRAVAGLIO; SGOBIO, NO A NUOVI EDITTI BULGARI
ROMA, 12 MAG - ''Non vorremmo che la vicenda Travaglio, a cui va la solidarieta', diventi un pericoloso alibi per emanare nuovi 'editti bulgari'. Inoltre, ci sfugge il senso della critica sulla mancanza di contraddittorio: sono anni che in Tv si ingiuria la storia dei comunisti italiani senza mai contradditorio.'' Ad affermarlo e' Pino Sgobio, ex capogruppo del Pdci alla Camera e componente della segreteria nazionale del partito.
RAI/ PELLEGRINI (PDCI): PREOCCUPATI PER LIBERTA' INFORMAZIONE Travaglio? Colpevole di rompere idillio Pd-Pdl
Roma, 12 mag - Dopo la vicenda Travaglio la preoccupazione è per la libertà d'informazione. Lo afferma Paola Pellegrini, responsabile Cultura del Pdci. "Siamo preoccupati. Si parla già di sanzioni contro trasmissioni Rai per impedire la libertà di espressione da parte, oggi di Marco Travaglio, domani di chiunque altro: è un segnale negativo per tutti coloro che hanno a cuore la libertà di informazione e che da anni, inascoltati, hanno chiesto di risolvere il conflitto di interesse e si sono battuti per un nuovo assetto, democratico e trasparente del sistema radiotelevisivo italiano, oggi messo sotto accusa per le sue illiceità anche in sede europea", osserva Pellegrini. "Sulle dichiarazioni di Travaglio per ora si è solo alzato il polverone politico mediatico. Se i fatti di cui parla Travaglio sono falsi, Schifani ha il diritto di portare tutto in tribunale, non ha invece il diritto di andare in televisione a parlare di supposti veleni sparsi da giornalisti del servizio pubblico, colpevoli di rompere l`idillio iniziato tra la maggioranza di centro destra e il Pd. Il Pdci - conclude l`esponente dei Comunisti italiani - esprime la propria solidarietà e il proprio sostegno a Marco Travaglio e a tutti gli operatori dell`informazione che vogliano continuare, al di là di ogni loro appartenenza politica e ideale, ad attuare con il loro lavoro al servizio dei cittadini, il dettato costituzionale per la libertà di espressione ed di libera informazione, a garanzia della nostra democrazia repubblicana". 5月5日
Il CSKA Mosca, la squadra dell'Armata Rossa, è Campione d'Europa di basket 2008. Un trionfo costruito grazie alla sapienza cestistica, alla tenacia e al coraggio di un grande allenatore, ETTORE MESSINA, e di una squadra piena di campioni, molti di questi cresciuti alla Virtus Bologna.

Una finale bellissima, di cui riproduciamo il tabellino:
Maccabi Elite 77 - 91 CSKA Moscow
Referees: KOUKOULEKIDIS, STELIOS (GRE), HIERREZUELO, DANI (ESP), DOZAI, SRADAN (CRO)
Attendance: 13480
| By Quarter
| 1
| 2
| 3
| 4
|
| Maccabi Elite
| 21
| 20
| 16
| 20
|
| CSKA Moscow
| 22
| 20
| 21
| 28 |
| End of Quarter
| 1
| 2
| 3
| 4
|
| Maccabi Elite
| 21
| 41
| 57
| 77
|
| CSKA Moscow
| 22
| 42
| 63
| 91 |
| Maccabi Elite
|
| #
| Player
| Min
| Pts
| 2FG
M-A
| 3FG
M-A
| FT
M-A
| Rebounds
| As
| St
| To
| Bl
| Fouls
| Rkg
|
| O
| D
| T
| Fv
| Ag
| Cm
| Rv
|
| 4
| BYNUM, WILL
| 28:45
| 23
| 5/8
| 2/5
| 7/10
|
| 2
| 2
| 4
| 1
| 5
|
|
| 3
| 9
| 22
|
| 6
| SHARP, DERRICK
| 14:04
|
|
| 0/3
|
|
|
|
|
| 1
| 1
|
|
| 4
|
| -7
|
| 7
| VUJCIC, NIKOLA
| 17:54
| 2
| 1/1
|
|
| 1
| 4
| 5
| 1
|
| 2
|
|
| 3
| 1
| 4
|
| 8
| ELIYAHU, LIOR
| 07:56
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| 2
|
|
| 1
|
| -3
|
| 9
| MORRIS, TERENCE
| 27:53
| 13
| 3/4
| 2/4
| 1/2
| 1
| 6
| 7
|
| 1
|
| 1
|
| 4
| 2
| 16
|
| 10
| BURSTEIN, TAL
| DNP
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
|
| 11
| CASSPI, OMRI
| 12:05
| 9
| 3/6
|
| 3/5
|
| 1
| 1
|
|
| 1
| 1
|
| 3
| 4
| 6
|
| 12
| GARCIA, ALEX
| 23:11
| 2
| 1/5
| 0/1
|
|
| 5
| 5
| 2
| 3
| 3
|
|
| 3
| 1
| 2
|
| 13
| BLUTHENTHAL, DAVID
| 29:29
| 5
| 1/2
| 1/3
|
|
| 1
| 1
|
|
|
|
|
| 3
|
|
|
| 14
| CUMMINGS, VONTEEGO
| 12:50
|
| 0/1
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| 3
|
| -4
|
| 15
| BATISTA, ESTEBAN
| 14:22
| 14
| 5/9
|
| 4/4
| 3
| 4
| 7
| 1
| 1
| 1
| 1
| 1
| 3
| 2
| 17
|
| 21
| HALPERIN, YOTAM
| 11:31
| 9
| 2/3
| 0/2
| 5/5
| 1
|
| 1
| 1
| 1
| 1
|
|
| 1
| 3
| 10
|
|
| Team
|
|
|
|
|
| 3
| 2
| 5
|
| 1
|
|
|
|
|
| 6
|
|
| Totals
| 200:00
| 77
| 21/39
| 5/18
| 20/26
| 9
| 25
| 34
| 9
| 9
| 16
| 3
| 1
| 31
| 22
| 69
|
|
| 53.8%
| 27.7%
| 76.9%
| |
Min: Minutes played; Pts: Points; 2FG M-A: 2-point Field Goals (Made-Attempted); 3FG M-A: 3-point Field Goals (Made-Attempted); FT M-A: Free Throws (Made-Attempted); Rebounds: O (Offensive), D (Defensive), T (Total); As: Assists; St: Steals; To: Turnovers; Bl: Blocks (Fv: In Favor / Ag: Against); Fouls: Cm (Commited), Rv (Received); Rkg: Ranking
| CSKA Moscow
|
| #
| Player
| Min
| Pts
| 2FG
M-A
| 3FG
M-A
| FT
M-A
| Rebounds
| As
| St
| To
| Bl
| Fouls
| Rkg
|
| O
| D
| T
| Fv
| Ag
| Cm
| Rv
|
| 4
| PAPALOUKAS, THEODOROS
| 24:23
| 12
| 3/4
| 1/4
| 3/4
|
| 2
| 2
| 4
|
| 2
|
|
| 2
| 4
| 13
|
| 6
| ZISIS, NIKOLAOS
| 05:31
|
|
| 0/1
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
| -1
|
| 8
| SMODIS, MATJAZ
| 27:36
| 13
| 1/3
| 1/4
| 8/9
| 1
| 7
| 8
| 3
| 1
| 1
|
| 2
| 4
| 6
| 18
|
| 9
| SISKAUSKAS, RAMUNAS
| 26:09
| 13
| 1/6
| 1/4
| 8/8
| 3
| 1
| 4
| 2
| 1
| 1
|
| 1
| 3
| 6
| 13
|
| 10
| HOLDEN, JON ROBERT
| 33:29
| 14
| 1/4
| 3/7
| 3/4
| 1
|
| 1
| 3
| 2
| 2
|
|
| 4
| 3
| 9
|
| 11
| PASHUTIN, ZAKHAR
| DNP
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
|
| 13
| ANDERSEN, DAVID
| 28:25
| 13
| 5/11
| 1/1
|
| 2
| 3
| 5
| 1
| 1
| 1
|
|
| 1
| 3
| 15
|
| 21
| LANGDON, TRAJAN
| 35:16
| 21
| 2/2
| 4/5
| 5/6
| 2
| 5
| 7
| 1
| 2
|
|
|
| 3
| 7
| 33
|
| 22
| GOREE, MARCUS
| 09:39
| 2
|
|
| 2/2
|
| 2
| 2
|
|
|
| 1
|
| 4
|
| 1
|
| 23
| SHVED, ALEXEY
| DNP
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
| -
|
| 24
| VAN DEN SPIEGEL, TOMAS
| 03:01
| 3
| 1/1
|
| 1/2
|
| 1
| 1
|
| 1
|
|
|
| 1
| 2
| 5
|
| 31
| KHRYAPA, VICTOR
| 06:31
|
|
| 0/1
|
|
| 1
| 1
| 1
|
| 1
|
|
|
|
|
|
|
| Team
|
|
|
|
|
|
| 3
| 3
|
|
| 1
|
|
|
|
| 2
|
|
| Totals
| 200:00
| 91
| 14/31
| 11/27
| 30/35
| 9
| 25
| 34
| 15
| 8
| 9
| 1
| 3
| 22
| 31
| 108
|
|
| 45.1%
| 40.7%
| 85.7% |

La splendida cornice delle Final Four di Eurolega, disputatesi a Madrid

Trajan Langdon, detto "L'Assassino dell'Alaska" (è originario di Anchorage), tiratore incredibile, giocatore di mostruosa intelligenza tattica, un vincente nato, miglior giocatore della Final Four, scelgo lui tra tutti i componenti di una squadra incredibile.

La gioia del CSKA Campione d'Europa...

...e quella di Ettore Messina, un modello x chiunque alleni.
BRAVO CSKA!
5月1日
da La Rinascita della sinistra del 1/5/08
Dall’Appello ai Comunisti al “Che Fare”
di Marco Rizzo
L’unica nota positiva dopo il disastro dell’Arcobaleno è l’importante appello per l’unità dei comunisti. E’ positivo perché va incontro all’esigenza di un confronto rapido e necessariamente pubblico tra le realtà della sinistra anticapitalista in Italia. L’appello sarà ancor più efficace se invece di ripiegarsi su una pura sacrosanta ricerca di identità cercherà di costruire una controtendenza organizzata e coerente, senza sottrarsi in alcun modo a rivedere le contraddizioni accumulate e non risolte in questi ultimi vent’anni. Partiamo da una semplice domanda: perché i lavoratori e gli strati più deboli della popolazione non votano più a sinistra? Addirittura sempre più spesso si sono sentiti di dare alla destra questa loro rappresentanza. Alla fine degli anni ’60 gli operai arrabbiati per una sinistra forte ma tiepida verso di loro e per un sindacato presente ma non sufficientemente battagliero obbligarono entrambi a diventare decisamente più combattivi. Arrivò infatti la stagione dell”autunno caldo” e del “potere operaio”. Oggi invece tra la “nostra gente” l’amarezza è tale che interi settori di proletariato si sentono “perduti” e si aggrappano non a possibili soluzioni del loro profondo e crescente disagio economico, ma a disvalori e stili di vita che li “consolano” artificialmente: identità territoriale, sicurezza, demonizzazione del diverso. In questi ultimi due anni di governo Prodi questo processo si è moltiplicato indefinitivamente, deteminando poi le premesse del disastro. Mentre gli altri lavoratori, i precari, i pacifisti, i giovani di Genova, le popolazioni della Val di Susa e di Vicenza si sono sentiti traditi ed abbandonati. Eppure di segnali ne erano arrivati! I fischi indirizzati ai sindacalisti alla Fiat Mirafiori erano infatti il sintomo di una classe operaia che non si sentiva più rappresentatala da una sinistra che “tanto diceva e che nulla faceva”. Nel migliore dei casi erano “strilli” sulle agenzie stampa subito sedati dalle “rassicuranti” interviste in cui si ricordava che “mai si farà cadere il governo”. Ricordate quel 9 giugno dell’anno scorso, quando i quartieri generali della “sinistra radicale”si ritrovarono a Roma in una Piazza del Popolo deserta, soli mentre il loro popolo, in oltre centomila persone, aveva giustamente scelto di manifestare contro Bush, al di là delle indicazioni di un ceto politico poco credibile e subalterno alle compatibilità del “governismo”? E poi ancora l’ultimo grande segnale dato dalla manifestazione del 20 ottobre: un milione in piazza per chiedere ai due partiti comunisti al governo di dimostrare la loro identità, commisurandola alla loro “utilità sociale” nella battaglia contro il pessimo protocollo su pensioni e welfare. Ed anche lì nessuna comprensione di cosa stava accadendo, poi ancora la miopia sull’abolizione della “falce e martello” ed infine è arrivato lo tzunami. Ora si riparte da quell’appello unitario, ma, per favore, non facciamo più errori! Lo spazio è breve, ma alcune verità si possono ricordare in poche righe: siamo stati vittime del “voto utile”? In parte certo, anche perché notandosi poco la differenza tra PD e Arcobaleno, molti hanno votato l’originale (tanto più con premio di maggioranza) e non la fotocopia. Però anche l’UDC era minacciata dal voto utile e invece ha preso addirittura più voti. E allora? Certo molti altri compagni non hanno votato o hanno scelto il PCL o Sinistra Critica, ma appunto quando si perde in tutte le direzioni il problema sta nella totale assenza di credibilità sia del progetto che dei gruppi dirigenti che lo hanno “coltivato”. Per evitare quindi ulteriori fughe verso un vicolo definitivamente “cieco”, ricordiamo con “buon senso” che l’Arcobaleno non era l’unica scelta possibile e mettiamo davvero in campo tutte le nostre energie per ripartire con una opzione realmente anticapitalista contro l’americanizzazione della politica, riconoscendo quindi la necessità di essere totalmente alternativi al PD. L’Unità dei Comunisti poi si potrà fare ma senza steccati, facendo tutti un passo indietro e attivando da subito una severa riflessione sui progetti, sulle culture e sui comportamenti dei gruppi dirigenti che hanno partorito questo disastro, che arriva purtroppo da lontano.
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