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日志


1月25日

Una luce nelle tenebre...

Ecco un referendum utile alla società, non l’ennesimo referendum elettorale. Il 16 ottobre scorso un gruppo di giuslavoristi e rappresentanti sindacali di base ha depositato in cassazione alcuni quesiti referendari contro la legge 30 e per la democrazia sindacale. Hanno firmato l’appello per il referendum diversi esponenti comunisti, di partiti, aree e storie diverse. Ecco un esempio concreto di come si possa realizzare, nel fuoco della lotta di classe dell’Italia di oggi e nella utilità sociale, l’unità della sinistra comunista e di classe. Fra le adesioni più significative: Salvatore Bonadonna, Salvatore Cannavò, Giulietto Chiesa, Giorgio Cremaschi, Claudio Grassi, Leonardo Masella, Raul Mordenti, Dino Tibaldi, Marco Rizzo, Fausto Sorini, Gianni Vattimo, Stefano Zuccherini. Una unità utile e potenzialmente espansiva perché non parla a sé stessa ma alle parti più avanzate del mondo del lavoro e del conflitto sociale. Nel Sito www.bastaprecarieta.org si possono leggere i quesiti referendari, tutti i firmatari dell’appello, le informazioni per costituire comitati promotori territoriali e le iniziative della campagna che si avvierà il 26 gennaio prossimo, all’interno della mobilitazione globale decisa dal Social Forum mondiale.

Finisce qui...

I numeri parlano intorno alle 20.30: 161 no e 156 sì, Domenico Gramazio di AN fa volare in Aula il tappo di una bottiglia di spumante, "colleghi, non siamo in un'osteria" dice Franco Marini. Poi, Prodi sale al Colle. Al Quirinale comincia, la giornata del Professore, e al Quirinale finisce. In mezzo, lo sforzo di mandare un messaggio chiaro: continuo il mio lavoro fino all'ultimo, sarà il Parlamento, con un voto alla luce del sole, a decidere se devo fermarmi o andare avanti.
A Palazzo Madama impazzano le voci su chi sta per tradire, sulla compravendita di voti, pressioni e tentennamenti. "Fango puro sull'Italia e sulla democrazia", insiste Prodi. In effetti, alla fine dei conti non ci sarà nessuna sorpresa, tre diniani e tre voti diversi, Andreotti che diserta, Cusumano che vota a favore, Turigliatto che vota no, Mastella che fa saltare la maggioranza come s'era capito.
Due minuti dopo le 15 comincia la seduta. Prodi è già lì, con dieci minuti d'anticipo. Si siede, alla sua destra c'è Arturo Parisi, a sinistra Francesco Rutelli. Un'Aula tranquilla ascolta le sue parole. Lui rivendica i meriti del governo, ripete che le crisi si risolvono alla luce del sole. Perché "nessuno può sottrarsi al dovere di indicare quale altro governo, maggioranza, programma intende introdurre al posto di quelli che sono legittimamente in carica per scelta degli elettori". Ribadisce l'impegno per arrivare a una nuova legge elettorale e "condurre il processo riformatore di cui il Paese ha urgente bisogno". Applausi dal centrosinistra, ma non la standing ovation come alla Camera. L'opposizione se la ride, qualcuno fa segno ai colleghi della maggioranza e li invita ad alzarsi.
Un'oretta dopo, finite le dichiarazioni di voto, la replica. Ed è già addio. Con un rammarico: "Avremmo potuto fare di più, ma una larga maggioranza ci è stata impedita da una legge elettorale approvata in fretta e furia dalla Cdl". Prodi si dice tranquillo, ma la seduta non lo è più. Prima della replica, c'è la Cavalleria Rusticana dell'Udeur, un senatore che annuncia il voto favorevole alla fiducia e un collega di partito che lo assale a sputi e insulti, con svenimento (e successiva espulsione dal partito) del "traditore".
Si vota. Prodi però non assiste dall'Aula. Torna a Palazzo Chigi. S'avvicina un po' al Quirinale, da piazza Colonna, in macchina, sono due minuti. Segue la "chiama" dal suo studio, lo raggiungono i fedelissimi Angelo Rovati e Mario Bardi, arrivano Arturo Parisi e Giuliano Amato. E arrivano pure i numeri. E la baraonda, con la Fiamma tricolore che festeggia fra Palazzo Madama e Palazzo Chigi, fumogeni e volantini e un camioncino con l'Inno di Mameli. E' tempo di andare. Alle 21 Prodi è al Quirinale. Dimissioni.
Alcune reazioni:

MARCO RIZZO: Dopo quasi due anni il re leone sta per essere messo fuori dalla foresta, dopo avere disilluso e impoverito i sudditi più operosi (una moltitudine) e “allisciato” ed arricchito i più egoisti (i soliti noti). Adesso c’è il rischio di una nebbia in cui due soli grandi animali cattivi risulteranno uguali, oppure ci sarà l’arrivo di un altro re, e in entrambi i casi chi vive del proprio lavoro in questa foresta si cercherà delle armi assai spuntate per combattere…

GOVERNO: RIZZO (PDCI), NO AD INCIUCIO MEGLIO LE ELEZIONI

 

 Roma - ''Mettere insieme centrodestra e centrosinistra sarebbe un inciucio'', quindi meglio ''andare alle elezioni''. E' il coordinatore dei comunisti italiani Marco Rizzo a sottolinearlo, ospite negli studi del Tg2 insieme a Roberto Maroni (Lega Nord). ''Non si possono fare campagne elettorali dicendo certe cose e poi, quando si e' al governo, farne altre. Quest'elemento mette in discussione il rapporto con l'elettorato che ti ha votato'', dice commentando l'esito del voto di fiducia al Senato.

''In Italia la politica e' distante dai problemi reali: ci si e'accapigliati sulla legge elettorale e molto meno sui morti per lavoro. Credo siano elementi che allontanano le persone dalla politica, la sinistra deve avere come baricentro l'interesse dei lavoratori''. Quanto alla legge elettorale, Rizzo osserva: ''pensare a una legge elettorale con il proporzionale puro sarebbe una cosa cosi' terribile?''

OLIVIERO DILIBERTO: "Siamo stati purtroppo buoni profeti. Il governo cade da destra per mano delle defezioni di Mastella e Dini, dietro pressione dei poteri forti. Ma non può sottacersi che una delle cause delle cadute del governo è stata la scelta del Pd, che aveva dichiarato conclusa fin d'ora l'esperienza della nostra alleanza". Lo afferma Oliviero Diliberto. "Ringraziamo Prodi e ci dichiariamo indisponibili a qualunque soluzione che snaturi la nostra coalizione, nessun governo istituzionale, tecnico, di larghe intese o di altra natura ma elezioni anticipate immediate".

1月17日

No al Nuovo Regolamento Comunale per la raccolta porta a porta dei rifiuti ad Argelato!

Argelato, lì 16 Gennaio 2008

 

Signor Sindaco, Signori Consiglieri,

                     in questo intervento intendo esprimere la mia dichiarazione di voto riguardo al punto 2 dell’odierno ODG.

Il problema della raccolta “Porta a porta” ormai ha lacerato il paese da oltre 7 mesi.

E’ emerso con chiarezza che la maggioranza dei cittadini di Argelato, o comunque una parte molto rilevante di essi, sono fortemente e fermamente orientati a favore del mantenimento della raccolta stradale. Alcuni richiedono maggior dotazione di cassonetti, altri propongono la creazione di più numerosi punti di raccolta o “isole ecologiche” (integrate possibilmente dalla raccolta degli oli esausti), molti invocano una maggior sorveglianza per scoraggiare e sanzionare gli irresponsabili.

Il metodo basato sul pagamento degli svuotamenti dell’indifferenziato, porterà inevitabilmente a comportamenti elusivi della tassa, sia conferendo una parte dei propri rifiuti in altri comuni, sia incrementando l’abbandono dei rifiuti fuori dai cassonetti o gettando materiale incongruo nei raccoglitori stradali che restano a disposizione dei cittadini. Queste due ultime ipotesi porterebbero a peggiorare notevolmente la qualità della raccolta e dell’ambiente; è vero che si tratta di comportamenti ai limiti della legalità, quindi da censurare, ma il proverbio dice che “l’occasione fa l’uomo ladro”. Da questo punto di vista la raccolta progettata da Geovest per il nostro comune, rischia di diventare addirittura controproducente. Infatti chi, per risparmiare sugli svuotamenti, decidesse di mettere della plastica o dei materiali non riciclabili nei cassonetti dell’organico o nelle campane del vetro, rovinerebbe tutto il contenuto del cassonetto, vanificando l’operato di tanti altri cittadini più responsabili.

Dal punto di vista normativo si rileva un’assoluta contrarietà ai principi e alle norme in materia di abbattimento delle barriere architettoniche per favorire l’accesso alle singole strutture da parte dei disabili.

La normativa di riferimento, costituita, tra le altre, dal T.U. sull’edilizia n. 380/2001, dalla legge 118/71, dal D.P.R. 384/78 e dal D.M. 236/1989, è particolarmente attenta alla realizzazione di percorsi accessibili per coloro che deambulano con l’ausilio di sedia a rotelle, all’installazione di sistemi acustici di segnalazione per non vedenti e alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate, imponendo proprio ai Comuni di adeguare i propri regolamenti edilizi alle disposizioni di cui all’ART. 27 Legge 118/71, all’ART. 2 D.P.R. 384/78 e al D.M. 236/1989.

Tra le prescrizioni ivi contenute, si rinvengono anche norme in materia di larghezza minima dei percorsi pedonali, fissate in m 1,50.

Orbene, non v’è chi non veda come la modalità di raccolta dei rifiuti porta a porta, che prevede l’esposizione dei contenitori di ciascun utente, nei giorni e negli orari indicati nel c.d. Ecocalendario, al di fuori di ingressi e recinzioni, sulla pubblica via o sul marciapiede, lungo il percorso di raccolta individuato, rappresenti un evidente ed inevitabile ostacolo per l’accessibilità dei disabili su sedia a rotelle, essendo le dimensioni della gran parte dei marciapiedi tali da non consentire il passaggio di sedie a rotelle in presenza dell’ingombro dei contenitori per il conferimento dei rifiuti e di mantenere quindi la larghezza minima del passaggio pedonale nella misura fissata di m 1,50.

L’esempio della Via Gramsci mi sembra lampante: una strada con problemi notevoli di spazi, con auto parcheggiate su ambo i lati, marciapiedi al limite della regolarità che di sicuro con i bidoncini fuori non saranno più a norma.

Nella Commissione del 14 Gennaio u.s. veniva citato il caso della Via San Giobbe, dove c’è il complesso scolastico, paventando il caso di un bambino che corre e istintivamente schiva l’ostacolo scendendo repentinamente dal marciapiede: non basta essere sensibili al problema, qui ci sono rischi civili e penali, anche per una banale scivolata.

Vorrei ricordare agli amministratori qui presenti che da quest’anno non vi è più la copertura assicurativa contro la colpa grave: nessuno però strumentalizzi questa mia affermazione come volontà di tirarsi indietro e di non assumersi le proprie responsabilità: le lacune contenute in questo regolamento rendono realistici gli scenari descritti sopra…mettiamo le cose in chiaro fin da subito.

Il regolamento inoltre si pone in aperto contrasto con il principio costituzionale di uguaglianza, che impone alle autorità pubbliche la rimozione degli ostacoli per il pieno espletamento della vita di relazione di tutti i cittadini.

Esempi: le difficoltà di esposizione dei contenitori da parte di cittadini le cui abitazioni si trovino ai piani altri di palazzine non servite da ascensore, rispetto a quelle di coloro che abitano a piano terra.

Si pensi ancora alle difficoltà che incontreranno i cittadini più anziani che, nell’impossibilità di provvedere autonomamente all’esposizione di contenitori nella pubblica via, saranno costretti a chiedere l’ausilio di terze persone, consentendo loro l’accesso alla propria abitazione privata, con tutti i conseguenti rischi di truffe ed accessi abusivi.

Proseguendo nell’esame del proposto regolamento, si evidenzia come lo stesso, affidando ai singoli utenti il compito di garantire la pulizia e la disinfezione dei contenitori, ponga forti problemi in materia di igiene e sanità pubblica. L’eventuale irrogazione di sanzioni nei confronti di coloro che non adempiranno nella maniera dovuta a tali mansioni, non varrà infatti ad eliminare gli effetti della presenza sulla pubblica via di contenitori in condizioni igieniche precarie, che aumenteranno notevolmente il rischio di proliferazione di batteri ed attireranno inevitabilmente insetti ed animali di campagna dall’elevato rischio sanitario, quali ratti e felini abbandonati.

Senza contare che, soprattutto con riferimento ai contenitori più ingombranti, sarà comunque difficile per qualunque cittadino provvedere alla disinfezione degli stessi nei ristretti spazi di un normale appartamento, certamente non attrezzato per l’espletamento di tali compiti, oltre che igienicamente rischioso, non essendo i privati cittadini in grado di provvedere in condizioni di sicurezza alle operazioni di disinfezione, al pari di quanto potrebbe essere fatto da parte di operatori specializzati.

Va poi sottolineato che il permanere dei rifiuti per più giorni nei contenitori, seppur ermeticamente chiusi, espone comunque il cittadino a pericolose e fastidiose esalazioni al momento dell’apertura del contenitore per lo smaltimento dei rifiuti giornalieri, soprattutto nel periodo estivo, quando le alte temperature inevitabilmente avviano processi di fermentazione dei rifiuti.

Illustro poi la segnalazione da parte di un intero condominio:

 

Segnalo che pur non essendo in  possesso di alcuna autorizzazione rilasciata dal condominio di "Via Centese 286, 288, 290" la ditta Geovest ha iniziato la consegna dei bidoni condominiali  per la raccolta differenziata dei rifiuti presso il nostro condominio, alloggiandoli all'interno degli spazi
condominiali adibiti a giardino in posizione adiacente alle terrazze private.

Chiedo pertanto che questi contenitori dei rifiuti siano rimossi dagli spazi condominiali che attualmente occupano, in quanto oltre ad essere stati posti in opera in maniera abusiva, sono completamente privi di qualsiasi dispositivo di sicurezza igienica e garanzia di mantenimento della pulizia, pertanto sollevo le seguenti segnalazioni di non conformità:

 

1.       La chiusura di sicurezza è mancante (manca protezione antivandalismo).

2.       Manca autorizzazione condominiale .

3.       Manca una definizione condivisa dal condominio dell'area di pertinenza.

4.       Manca l'adeguamento igienico sanitario dell'area di pertinenza.

5.       Non è chiaro chi deve provvedere alla pulizia dell'area di pertinenza dei bidoni condominiali.

 

Tenendo conto dei punti da 1 a 5 vi informo che l'area prescelta da Geovest per i bidoni è quella normalmente occupata dai bambini per giocare, lascio a voi immaginare cosa può succedere in fatto di igiene e prevenzione malattie, nel periodo estivo con i bidoni mezzi aperti una parte dei rifiuti disseminata attorno ad essi e i bambini che giocano a fianco o addirittura sopra ai rifiuti stessi.
Chiedo pertanto che i vari enti destinatari di questa lettera si attivino per quanto loro compete, in modo tale da risolvere sul nascere questo problema.

P.S. nel condominio a fianco "Via Centese 284 e 292" i bidoni condominiali sono sotto le finestre di un Bar da un lato e di un Ristorante sul lato opposto, come sistemazione è senz'altro ottimale che ne dite?”

E’ storia di questa mattina quello che è successo in quella zona: sono stati tolti i cassonetti dell’indifferenziato e le campane della carta, è stato messo un cassonetto dell’umido (tipo vecchio con chiave) senza consegnare la chiave ai cittadini, quindi inutilizzabile.

È stata appoggiata una campana del vetro che ostacola la visuale agli automezzi in manovra e posta sopra ad una botola di HERA!

Considerando che i cittadini hanno rifiutato i bidoncini dell’indifferenziato (manca la delibera condominiale) ora il rifiuto indifferenziato viene esposto accanto ai cassonetti rimasti con buste o sacchi di plastica.

A voi ogni considerazione su quanto di schifoso sta avvenendo…

Sul tema è intervenuto anche il Dipartimento Sanità Pubblica Area Territoriale Pianura Est e Ovest, il quale pone alcune  riflessioni  riguardo i potenziali inconvenienti di natura igienico sanitaria:

 

  • La periodicità con cui viene effettuata la raccolta potrebbe causare in alcune zone accumuli di rifiuti anche all’esterno dei contenitori preposti, in particolare nelle zone occupate da commercianti e artigiani;
  • L’accumulo di rifiuti può causare cattivi odori e richiamare insetti o animali ed infestanti in genere;
  • I contenitori dei rifiuti inevitabilmente sporchi necessitano di un lavaggio periodico che viene affidato al singolo utente, dando per scontato che abbia la possibilità (luogo e mezzi) di fare le operazioni di sanificazione e disinfezione necessarie e ne conosca la corretta modalità di esecuzione;
  • Gli utenti potrebbero non disporre di una collocazione idonea dove posizionare il contenitore per i rifiuti in fase di raccolta ovvero una ubicazione  che limiti il  disagio o il danno alla comunità (evitando l’ingombro sui marciapiedi, l’esposizione alle intemperie o ad animali o vandali ecc.), e all’ambiente (evitando il pericolo di apertura del contenitore con sparpagliamento sul suolo del rifiuto),
  • Alcuni utenti potrebbero non essere in grado di effettuare la movimentazione richiesta dei contenitori rifiuti (persone anziani o persone disabili),
  • La differenziazione dei rifiuti richiede, soprattutto per  commercianti e  artigiani, l’esistenza di una zona all’interno della proprietà privata, da dedicare al posizionamento dei contenitori, non sempre presente o ricavabile, se non a scapito di altre  lavorazioni o attività;
  • La frequenza del ritiro dei rifiuti è tale da non consentire l’allontanamento giornaliero del rifiuto dalle attività di lavorazione, somministrazione alimenti e bevande, disposizione importante per evitare il richiamo di insetti e/o roditori.
  • La raccolta del vetro non avviene in condizioni di sicurezza, in quanto i contenitori adottati non impediscono il contatto con materiale pungente e tagliente, da parte dei cittadini.
  • Le note riportate evidenziano come le problematiche igienico – sanitarie possano rappresentare un vincolo sia in termini gestionali che organizzativi della raccolta differenziata porta a porta.

 

Alle varie assemblee sul tema vi sono stati numerosissimi interventi da parte dei cittadini, che hanno provato a dare suggerimenti per trovare un metodo di raccolta che evitasse i problemi sopra esposti.

In particolare le preferenze dei cittadini, come detto prima, si sono indirizzate all’incremento dei cassonetti stradali. In questo modo chi è già sensibile al conferimento differenziato dei rifiuti, potrà farlo più comodamente. Dalla maggior comodità nascerà l’abitudine a separare meglio ciò che si deve buttare.

Alla maggior presenza di cassonetti, occorre aggiungere anche un’adeguata frequenza di svuotamento, perché spesso chi trova un contenitore troppo pieno è portato a scaricare i propri rifiuti nel primo cassonetto libero, anche se destinato ad una diversa tipologia di raccolta.

Questo sistema di conferimento sarà ancora più efficace – dicono i cittadini di Argelato – se saranno intensificati i controlli, assistiti anche da sanzioni progressive per chi non ottempera agli obblighi di conferimento differenziato. Da sempre infatti le norme che impongono obblighi, senza prevedere adeguate sanzioni a carico dei trasgressori, non vengono rispettate. Nello stesso modo si tende a non osservare le regole sulle quali non viene effettuata alcuna vigilanza.

In merito alla raccolta stradale, ci è stato riferito che è un metodo in disuso perché non idoneo a raggiungere buone percentuali di recupero. Addirittura nelle diapositive proiettate dalla società Geovest,  veniva indicata la percentuale del 50% di rifiuti differenziati, come soglia massima raggiungibile con i cassonetti. Al contrario vediamo che nel vicino comune di Nonantola, anch’esso servito da Geovest, la raccolta differenziata ha raggiunto, nel 2006, quasi il 64%. Ciò semplicemente usando i cassonetti stradali distribuiti capillarmente sul territorio e applicando sanzioni a chi trasgredisce alle regole sul conferimento nei diversi contenitori.

Un’altra necessità, imprescindibile per l’obiettivo da raggiungere, è organizzare meglio l’informazione, ad ogni livello, per aiutare tutti a differenziare meglio.

Sono sicuro, anche per colloqui avuti direttamente, che molti che stanno attuando il porta a porta commettono degli errori, ovviamente in buona fede, ma che rischiano di pagare…Un libro non è certo la soluzione migliore, occorre concentrarsi bene su come organizzare l’informazione, soprattutto dal punto di vista grafico.

Dovranno essere programmate assemblee, riunioni o conferenze, per spiegare dettagliatamente la destinazione dei vari materiali che entrano nelle case di tutti e che non si sa poi dove buttare Bisogna predisporre e distribuire una lista più completa e più precisa, da aggiornare in base ad eventuali successive richieste dei cittadini. Questa lista deve essere disponibile nelle scuole, sul sito del Comune e della società di raccolta e in altri luoghi pubblici da designare.

L’informazione dovrebbe poi essere estesa anche alla destinazione dei materiali raccolti e riciclati. Sapere a chi sono destinate le diverse frazioni di raccolta, come viene utilizzata, che ritorno economico c’è per noi cittadini; conoscere i dati degli altri comuni, la qualità dei nostri conferimenti: tutte informazioni che rendono il cittadino attore dei progressi raggiunti, anziché semplice e muto spettatore. 

Quest’opera di educazione all’ecologia e al riutilizzo di ogni tipo di risorsa, deve partire dalle scuole, fin dalle classi elementari, per preparare anche i giovanissimi al rispetto  dell’ambiente e delle future generazioni.

Oggi molti cittadini non sanno dove smaltire buona parte dei rifiuti, infatti tanti materiali sembrano una via di mezzo tra carta e plastica, o tra plastica e vetro; per non parlare di certi contenitori per latte o altre bevande: nessuno sa con precisione dove si debbano smaltire. Nel dubbio molti cittadini aumentano il volume del cosiddetto indifferenziato, altri invece si improvvisano “piccoli chimici” e mescolano con disinvoltura tante tipologie di imballaggio in un unico contenitore.

Esaminando quest’ultimo problema – i materiali di incerta destinazione – sono state espresse alcune proposte, simili tra loro e riconducibili ad un unico principio comportamentale:

Fa meno danni all’ambiente chi getta un rifiuto riciclabile nell’indifferenziato, rispetto a chi ne getta uno non riciclabile nei contenitori destinati al recupero”.

Da questo semplice principio, condiviso da tutti, è nata l’idea di ripensare il metodo di raccolta premiando la quantità del riciclato, anziché inasprire la tariffa sugli svuotamenti dell’indifferenziato.

In particolare si è pensato che la dotazione di sacchetti (tra l’altro molto meno ingombranti dei bidoni), eventualmente dotati di codice a barre per l’identificazione dei conferenti, potrebbe favorire non solo la quantità della raccolta differenziata, ma soprattutto la sua qualità. 

Con questa modalità di raccolta si può ridurre la tariffa a chi differenzia di più, senza dover calcolare gli svuotamenti del non riciclabile. I cittadini non avrebbero più nessun motivo per adottare comportamenti incivili e sarebbero incentivati a differenziare il più possibile, per pagare di meno. La possibilità poi di identificare, con un costo veramente irrisorio, ogni sacchetto conferito, costituisce un valido deterrente per chi volesse contravvenire all’obbligo della separazione domestica.

Come componente del PDCI, nella mia autonomia politico – organizzativa che ho da quando ho costituito il Gruppo Consigliare “Comunisti Italiani – Centrosinistra per Argelato”, avevo formulato e riformulo la seguente proposta operativa:

 

-         Costituzione di un tavolo tecnico in cui siano rappresentati PARITARIAMENTE esponenti favorevoli alla raccolta dei rifiuti porta a porta ed esponenti favorevoli a una proposta alternativa: al termine, trovata la proposta che soddisfa ENTRAMBE le parti, porre il quesito a referendum popolare.

 

Solo così, secondo me, si potrà salvaguardare l’unità del Comune e avremo tutti noi la consapevolezza di aver agito nell’interesse di tutti, non solo di una parte.

Continua a non convincermi il Sindaco quando parla di “mantenere impegni presi”…ma impegni presi con chi, perché?

Ha anche parlato di “scommessa”, parola molto sconveniente quando si tratta di amministrare la cosa pubblica.

Si parla di migliorie che possono essere attuate al regolamento proposto, intanto però parte una cosa sgradita se non alla maggioranza assoluta dei cittadini a una parte davvero molto consistente.

Troppi dubbi, troppi interrogativi ruotano attorno a questa iniziativa, senza contare le offese ricevute da alcuni cittadini “colpevoli” di aver visto alcuni operatori di Geovest buttare a casaccio i rifiuti, dando così un pessimo esempio.

Il risultato di tutto questo bailamme è che la gente è furibonda, disorientata e rischia di pagare pecuniariamente e in salute tutto questo caos!

Voterò contro questo Regolamento, auspicando che la maggioranza dei consiglieri sia d’accordo con me, che si possa così attuare la mia idea di un Tavolo tecnico: io considero il porta a porta un punto di arrivo, non immediato, però. Occorre modificare le abitudini della gente con gradualità, non stravolgerle.

C’è troppa fretta di concludere, lasciando i problemi irrisolti, lasciando a un “dopo” generico l’eventuale risoluzione.

Abbiamo sotto gli occhi quello che è successo in Campania, l'intreccio di responsabilità che ha portato questa situazione drammatica dei rifiuti, colpevoli le imprese e i rappresentanti delle pubbliche istituzioni, su tutti autorevoli membri del nuovo Partito Democratico.

Attenzione, il PD sembra nascere come “il Partito della questione dei rifiuti”…chissà se l’elettorato lo farà diventare “il Partito dei rifiutati”.

 

MARIO CORTICELLI

1月4日

NOI, OPERAIE E OPERAI COMUNISTI, DICIAMO: LASCIAMO PRODI E TENIAMO FALCE E MARTELLO...ADERITE!

Caro Segretario Diliberto, noi operaie e operai comunisti, membri del comitato centrale del Partito dei Comunisti Italiani, ti chiediamo di ascoltarci. Il governo Prodi, con l’approvazione del pessimo accordo su pensioni e welfare, ha deluso molto tutti coloro che si aspettavano grandi cambiamenti dopo la sconfitta di Berlusconi. Giustamente tu hai richiamato la vocazione a farci "contare" dentro al governo. Ma questa vocazione non può essere data "a prescindere" dai risultati che, purtroppo, sono quasi tutti contraddittori: la finanziaria "lacrime e sangue" dell'anno scorso, gli aumenti delle spese militari del 13% nel 2007 e dell'11% il prossimo anno rispetto al governo precedente, nessuna correzione delle cosiddette "leggi ad personam" di Berlusconi, il conflitto di interessi, l’intangibilità della legge Bossi Fini sull’immigrazione e della controriforma moratti sull’istruzione e poi ancora la prosecuzione della guerra in Afghanistan ed ora probabilmente in Kosovo, la TAV, la base di Vicenza, la controriforma sul TFR, nessuna nuova legge sui diritti civili (Dico, unioni di fatto) ed ora l'attacco alle pensioni ed il "nulla di fatto" contro il lavoro precario. Siamo stufi di vedere i lavoratori morire come alla ThyssenKrupp di Torino (dove si facevano turni di 13/14 ore proprio mentre nel protocollo sul welfare si introduceva la decontribuzione del lavoro straordinario). Ma siamo anche indignati nel pensare ad una politica in cui "si dicono certe cose in campagna elettorale" e "se ne fanno altre, decisamente diverse" quando si governa. Siamo inoltre delusi da come i partiti della sinistra (compreso il nostro) hanno operato dentro il governo: 142 deputati e senatori dei Comunisti Italiani, di Rifondazione, dei Verdi e di Sinistra Democratica, non hanno contato nulla rispetto a Dini e ai suoi 2 amici. Una condotta per nulla efficace, originata anche dal dire ogni volta: "siamo responsabili, non faremo mai cadere il governo". Così non ti danno neanche "l'osso per il cane".
Siamo unitari, ma vorremmo una sinistra vera, anticapitalista, antiliberista che, ad esempio, sappia essere realmente alternativa al Partito Democratico di Veltroni (lui si che ha sdoganato Berlusconi, almeno quanto fece D'Alema con la "bicamerale").
Siamo contrari al fatto che nel nuovo simbolo della "cosa rossa" sia stata cancellata la falce e il martello, proprio quando i comunisti dovrebbero costituirne il 70-80% del possibile elettorato.
Per questi motivi ti chiediamo di riconsiderare il giudizio su Prodi e di ritirare quindi la nostra delegazione dal governo, nonché di discutere la nostra presenza in un soggetto che, per ora non ha alcun profilo politico di classe, né tanto meno un "cuore" e sta assumendo invece le sembianze di una "dépendance di sinistra" del PD.
Sappiamo che c'è il rischio di una nuova possibile legge elettorale che, con una soglia di sbarramento più alta, potrebbe cancellare le forze critiche, ma non si può costruire una linea politica sul "salvare la pelle", perchè la tua base sociale lo capisce e, con ragione, poi non ti vota più.
Caro Diliberto,care compagne e cari compagni, riprendiamo la costruzione di un grande Partito Comunista in Italia, unica condizione per avere una vera sinistra. In sintesi, ti chiediamo: lasciamo Prodi e teniamo la falce e martello.

Gerardo Giannone, operaio Fiat Pomigliano - Franco Bosisio, operaio Siac - Ilaria Reggiani, lavoratrice precaria - Valeria Scotti, operaia servizi - Giovanni Zungrone, operaio Magnetto Wheels

Per comunicazioni: Gerardo Giannone 349.6019140-338.7368998 pdci.alfa@libero.it

Prime adesioni:


Lucia Accardi, comitato centrale
Antonietta Acerenza, comitato centrale
Franco Adamo, resp. org. Calabria
Silvia Achilli, segretaria Lecco
Tonino Aversa, comitato centrale
Giovanni Bacciardi, comitato centrale
Alberto Basso, comitato centrale
Laura Bennati, dir. naz. FGCI
Donatella Berti, comitato centrale
Antonio Bertuccelli, segretario Messina
Ketty Bertuccelli, dir. naz. FGCI
Michelangelo Bonomolo, cons. reg.Molise
Roberta Bozzi. comitato centrale
Alessandro Caliandro, dir. naz. FGCI
Peppe Campanile con. prov. Salerno
Marco Cannella, segr. FGCI Palermo
Edoardo Castellucci, segretario Latina
Anna Chiara Cavallari, dir. naz. FGCI
Massimo Ciusani, comitato centrale
Mario Corticelli, comitato centrale
Bernardo Croci, dir. naz. FGCI
Alessandro D’Alessandro, dir. naz. FGCI
Antonello Di Cello, segretario Catanzaro
Catullo Foresta, comitato centrale
Paolo Formelli, segretario Pavia
Maria Grazia Fortino, comitato centrale
Daniela Fricano, comitato centrale
Luciano Ghelli, capogruppo reg. Toscana
Michele Giambarba, comitato centrale
Stefano Grondona segretario Bologna
Luca Guerra cons. prov. Milano
Noemi Guzzo, comitato centrale
Costantino Levote, comitato centrale
Alessandro Lombardo, dir. naz. FGCI
Laura Meneghini, comitato centrale
Carmela Merenda, comitato centrale
Massimo Mergoni, segretario Mantova
Antonella Montesi, comitato centrale
Alessandro Mustillo, dir. naz. FGCI
Roberto Pavani cons. prov. Mantova
Luigi Perna, comitato centrale
Monica Perugini, comitato centrale
Giacinta Previti comitato centrale
Matteo Riva, comitato centrale
Nicola Rotondaro, cap. cos. com. Firenze
Rolando Sorri, pres. com. fed. Firenze
Roberto Spaziani, ass. com. Frosinone
Raffaele Timperi, dir. naz. FGCI
Laura Triumbari, comitato centrale
Walter Tucci, comitato centrale
Denis Valenti, segretario Forlì
Bruno Valentini cons. prov. Roma
Canzio Visentin, ass. prov. Ravenna
Peppino Vitale pres. com. fed. Palermo

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